L'Anglore
Eric Pfifferling faceva l'apicoltore. Le piene del 2002 gli hanno portato via le arnie e per poco non gli annegavano la prima vendemmia: da lì è diventato vigneron a tempo pieno. L'Anglore è il nome provenzale della piccola lucertola grigia che corre sui muri caldi.
A Tavel ha restituito al «vino dei re» la sua verità storica: un rosé scuro, macerato, da tavola vera, lontanissimo dai pallori di moda. Vendemmia a grappoli interi, macerazioni fredde alla maniera dei maestri del Beaujolais, niente solforosa e niente trucco.
Oggi i suoi rossi e i suoi bianchi di sabbia sono cercati quanto il Tavel, dai bistrot di Parigi alle tavole di Tokyo. L'Anglore è il domaine di culto del Gard, e uno dei pochi posti dove un rosé si mette in cantina invece di berlo ghiacciato in terrazza.