Borgogna al naturale
Niente artifici in vigna, meno che mai in cantina: vignerons che non aggiungono nulla a quello che fa la natura, perfino su climat che si credevano riservati alle firme storiche. Ventiquattro bottiglie, e qualcuna sotto i venticinque euro.
Il rientro vuole dello champagne
Settembre arriva e rimette tutti a tavola. Cercate tra le bottiglie quegli artisti che producono champagne come fosse un vino, oppure rivolgetevi con sicurezza alle tre o quattro maison che non hanno certo bisogno di presentazioni. C'è di che affrontare l'autunno spendendo anche meno di quaranta euro.
Il produttore del mese
Prieuré-Roch
Venti ettari in biodinamica attorno a Premeaux-Prissey, tre monopole, grappoli interi e quasi niente solforosa: da qui esce quella trama d'infusione che in Borgogna non ha eguali.
Eric Taillet
Ha creduto nel meunier quando in Champagne serviva solo per il taglio. Oggi lo vinifica vigna per vigna, a Baslieux-sous-Châtillon, e converte gli scettici prima del dolce.
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